4° appuntamento di “SFUMATURE FEMMINISTE”

8 Giugno 2019 alle ore 18.00 presso la sede Auser ,
Artemisia Gentileschi presenta il 4° appuntamento di “SFUMATURE FEMMINISTE”

I tre temi di cui parleremo sono:

OROLOGIO BIOLOGICO: l’allarme che suona in una donna, ma cosa dire invece di quelle donne che per scelta decidono di non avere figli?

INVECCHIARE: che cosa comporta per una donna invecchiare nella nostra società

IL PERSONALE E’ POLITICO: un modo di dire rivoluzionario. Quando un micro cambiamento ne stimola uno più grande

Ospite di questo incontro è la dottoressa Teresa Paese, specializzanda in Arteterapia plastico-pittorica.

Le Arti ci accompagneranno in questa riflessione, ragioneremo leggendo estratti di libri, ascolteremo musica, ci ispireranno i racconti di storie di donne reali e contemporanee, alleneremo il nostro modo di sentire l’Altro e di sentir-ci, navigheremo tra le onde di figure mitiche e archetipi femminili.

E’ un incontro pensato da dedicare al proprio sé, di crescita personale e di ascolto empatico.

Vi aspettiamo

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Donne in si-CURE-zza

L’associazione Artemisia Gentileschi in collaborazione con il Sindacato di Polizia C.O.I.S.P. ha dato vita al I Convegno . Dallo screening preventivo alla riabilitazione nel carcinoma del seno” che si terrà giorno 1 giugno alle ore 8.30 presso l’Auditorium del Santuario San Francesco di Paola. Relatori d’eccezione tracceranno un percorso contro la malattia partendo dalla diagnosi precoce, toccando il ruolo della chirurgia oggi, passando poi all’aspetto radioterapico e valutando le nuove terapie oncologiche e la loro cardiotossicita senza tralasciare l’aspetto psicologico e nutrizionale.

A TUTTE LE DONNE CHE PARTECIPERANNO AL CONVEGNO VERRÀ DATA LA POSSIBILITÀ DI ESSERE INSERITE IN UNO SCREENIG MAMMOGRAFICO CON L’INVIO CELERE DI UNA LETTERA DI CONVOCAZIONE

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Dominio – Maschile

Il patriarcato si mantiene costruendo uomini e donne come esseri diversi con caratteristiche e ruoli sociali diversi, non si è formato perché uomini e donne hanno sempre avuto queste caratteristiche e questi ruoli sociali, e questo è confermato dallo studio delle società del Paleolitico, prima che l’invenzione dell’agricoltura e la nuova forma della società, imponessero ruoli diversi a uomini e donne, segregando le donne al di fuori della sfera pubblica.

Al 3° appuntamento di “Sfumature Femministe” abbiamo ragionato attorno a questo preambolo, grazie anche all’intervento di Tonia Stumpo (Consigliera Regionale delle pari opportunità) per gli spunti di riflessione sui fenomeni di dominio maschile: Mansplaining, Glass Ceiling e Catcalling.

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L’idea che la donna subisca quotidianamente forme di cancellazioni culturalmente accettate dalla nostra società, ci impedisce di aprire gli occhi e avere accesso alla consapevolezza.

Ma consapevoli di cosa?

Di quei piccoli atteggiamenti che la donna assorbe e le aggroviglia il cuore, di frasi, parole dette perché è di uso comune dirle:

  • sei una donna con le *palle*
  • che *maschiaccio* è quella tipa
  • per caso hai il ciclo?
  • sei stressata perché hai bisogno di un uomo
  • Non te la prendere se a scuola ti alzano la gonna, sono cose da maschi
  • Dovresti essere contenta se ti fischiano
  • Per forza ti guardano, guarda come ti vesti!1Parole d’amore – Words of love

La necessità di evidenziare una distinzione sessuale da applicare a giochi, abbigliamento, modi di comportarsi è il primo sentore di quanto l’atteggiamento sessista, seppur non volontario, sia insito in molte delle nostre azioni quotidiane.

Secondo Pierre Bourdieu, nel saggio “Il dominio maschile” è attraverso tre Istituzioni (Scuola-Chiesa-Stato) che nasce l’idea del genere femminile come genere debole. L’introiezione di questo concetto da parte delle donne porta a forme di costante insicurezza e auto-svalutazione. P. Bourdieu definisce le società occidentali sull’asse di una forte asimmetria a favore dei maschi. Nelle donne avviene un meccanismo di auto-esclusione, nascosto dietro quelle che lui definisce presunte vocazioni femminili, cioè tutte quelle pratiche abituali che da sempre collochiamo nella sfera della femminilità; pratiche che le donne tendono a perpetuare nella scelta degli studi o del lavoro, la divisione tradizionale degli spazi di potere. La conseguenza di tale violenza simbolica coincide con l’accettazione della sottomissione, il credere che sia “biologicamente” naturale restare ai margini del potere maschile e optare quindi alle uniche forme di resistenza possibili: tra gli esempi, dal più docile “silenzio” alla più aggressiva “seduzione” che per Bourdieu è forse l’autentico rapporto stabilito di dominazione simbolica.

La femme fatale, vi dice qualcosa?

#noisiamoartemisia

 

3°Appuntamento di “Sfumature Femministe” -Catcalling/Mansplaining/Glass Ceiling

<<Perché il Femminismo è anche dalla parte degli uomini, non dimentichiamocene>>
Se nella cultura patriarcale l’uomo non segue precisi canoni viene discriminato ed etichettato.
esempi:
– un uomo dedica molto del suo tempo ai figli? Allora è un “mammo”
– un uomo piange o si commuove? Allora è una “femminuccia”
– un uomo percepisce uno stipendio più basso della sua compagna? Allora è un fallito
Questa pressione porta gli uomini a manifestarsi sempre come “maschi alfa”, anche quando vorrebbero sentirsi liberi di esprimere le proprie emozioni.
E questa pressione ha un nome: <mascolinità tossica>
Al 3°appuntamento di “Sfumature Femministe” parleremo perciò di “Mascolinità Tossica”, di quali sono i suoi effetti e del perché esiste.
I tre temi cardine di questa nuova riflessione sono:
IL *MANSPLAINING*: della serie “Gli uomini mi spiegano le cose”
IL *GLASS CEILING*: si parla di Glass Ceiling (soffitto di vetro) tutte quelle volte che ci si ritrova in una situazione, dove guarda caso, nei ruoli di potere più alti, non si trovano mai alcune figure (le donne).
E IL *CATCALLING*: la molestia verbale fatta passare per un semplice “complimento”
******___Ospite dell’evento è TONIA STUMPO, Consigliera della Regione Calabria delle pari opportunità___******
#noisiamoartemisia
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Donne umiliate in rete: Revenge Porn

Al 2°appuntamento di “Sfumature Femministe” abbiamo dato forma al concetto di “Revenge Porn“.

Non è un caso se anche nel mondo virtuale la violenza ha un genere.30fe9326dc8b296830181c118913dcf1

Se nella vita di tutti i giorni la donna deve fare i conti con: battute sessiste e paternalistiche, con molestie verbali e non, con abusi, discriminazioni sul posto di lavoro, ruoli e quant’altro, anche in rete la donna deve fronteggiare atteggiamenti di violenza, che hanno come obiettivo quello di silenziarla, spaventarla e umiliarla pubblicamente.

Silvia Semenzin, attivista e sociologa digitale, è stata un’abile guida nel dare una chiara e precisa definizione di revenge porn.PHOTO-2019-04-16-15-00-00 (6)

Anzitutto avere ben chiaro che cosa s’intende per CONSENSO!

Può sembrare scontato ed ovvio pensare che il consenso sia una forma di permesso, di approvazione, ma oltre ad essere necessario, il consenso non è immutabile, può VARIARE.

Quindi se inizialmente un soggetto “x” dimostra di essere favorevole ad un’azione, può, nel mentre anche cambiare idea e non esserlo più.

La definizione data di revenge porn è quella di una pratica che consiste nella diffusione o, nella minaccia di diffusione, anche a scopo di estorsione, di immagini private senza il permesso della persona ritratta e che, nella maggiore dei casi, si tratta di un ex fidanzato che per vendicarsi di essere stato “scaricato”, pubblica su internet – su chat e/o su siti pornografici – foto e/o video che nascono per restare privati.  Invece diventano in un
attimo di dominio pubblico, finendo per compromettere per sempre l’intimità
delle vittime.

Abbiamo preso consapevolezza, inoltre, dei dati ottenuti dalla ricerca di Amnesty International sui danni psicologici che le violenze in rete provocano:

  • diminuzione dell’autostima e della fiducia in sé
  • ansia e attacchi di panico
  • disturbi del sonno

E’ stato poi significativo il caso dell’applicazione “Telegram“, caratterizzato dall’anonimato che ha spopolato fra gli utenti per quattro tipologie di canali e chat. Un posto dove  il senso di responsabilità viene meno, spesso giustificato dai ragazzi stessi che ne fanno parte come “una roba da maschi” una goliardata ecco! Tutti atteggiamenti che socialmente e culturalmente vengono accettati e normalizzati dando forma poi ai “ruoli di genere” ; si parla appunto di “mascolinità tossica“.51e96346f7297ddca191bef37f499d73

Le foto e/o i materiali multimediali che circolano online,  danneggiano la vita della vittima, sia da un punto di vista morale che civico, scatenando oltretutto il fenomeno del “Victim Shaming“, che ci porta a sostenere che la vittima non doveva farsi ritrarre in intimità, e che la colpa è anche un po’ di quest’ultima se adesso le sue foto sono pubbliche sul web.

 “la colpa non è di chi scatta una foto, ma di chi decide di condividerla senza il suo consenso“.

Il revenge porn lede la dignità e può condizionare
la vita delle vittime, come i casi di Tiziana Cantone e Carolina Picchio, due donne che hanno deciso di togliersi la vita in quanto non difese e non tutelate.

Finalmente, il 2 aprile 2019, la Camera ha approvato all’unanimità l’emendamento al disegno di legge sul codice rosso che istituisce il reato di revenge porn. Chi lo metterà in pratica potrà essere accusato di molestia, violazione della privacy e diffamazione ma anche di istigazione al suicidio, qualora dalla pubblicazione dei video o delle immagini dovessero derivare atti tragici (Agi-politica).

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Paola, 13 aprile 2019

Caffetteria del Corso, Corso Roma 57

#noisiamoartemisia

 

“SFUMATURE FEMMINISTE” 2°Appuntamento

Ospite dell’evento è Silvia Semenzin, dottoranda in Digital Sociology.
Ha lanciato una petizione da record su “Change.org” per chiedere alle istituzioni italiane una legge sul revenge porn #intimitàviolata

Le tre voci protagoniste di questo secondo incontro sono:

Lo SLUT-SHAMING= la brutta abitudine di percepire le donne con meno libertà sessuali

Il REVENGE PORN= la pubblicazione di un video che mostra una persona in atteggiamenti intimi senza il suo consenso

L’IPERSESSUALIZZAZIONE=  fenomeno che vede i bambini sempre più esposti in immagini a sfondo sessuale

#noisiamoArtemisia

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Informiamoci: VIOLENZA OSTETRICA

Marzo 2019: OVOItalia sarà in Calabria

Il 1°Appuntamento di “Sfumature Femministe” si è presentato come un incontro volto a mettere in discussione quegli aspetti della vita quotidiana che per un motivo o per un altro siamo abituati ad accettare con le sue insistenti discriminazioni, della serie “non ci posso fare niente se il mondo va così“.

Ciò che è emerso ha generato un susseguirsi di domande alla ricerca di nuove risposte.

Ci siamo di conseguenza interrogati sulla visione del mondo sociale in cui siamo immersi. 

Abbiamo aperto il canale per una ricerca interiore utile a prendere le distanze da gravi ingiustizie che ledono la dignità di chiunque, con un maggiore focus rivolto alla donna.

Grazie all’intervento dell’Avvocato Alessandra Battisti, abbiamo squarciato il velo che da sempre avvolge occultando ciò a cui finalmente ora riusciamo a dare un Nome: la VIOLENZA OSTETRICA.

Tanti sono i contenuti dell’intervento che hanno aperto una breccia, eccone uno:

“L’INDAGINE DOXA”

“Secondo la prima ricerca nazionale realizzata dalla Doxa per conto dell’Osservatorio sulla Violenza Ostetrica in Italia, in collaborazione con le associazioni La Goccia Magica e CiaoLapo Onlus, il 21% delle mamme italiane con figli di 0-14 anni dichiara oggi di aver subito un maltrattamento fisico o verbale durante il primo parto.

Durante l’esperienza che dovrebbe essere la più emozionante nella vita di una donna, 4 mamme su 10 dichiarano di aver subito azioni lesive della dignità personale.

Alle mamme intervistate è stata posta la seguente domanda

La definizione di violenza ostetrica è la seguente: appropriazione dei processi riproduttivi della donna da parte del personale medico, costringere la donna a subire un cesareo non necessario, costringere la donna a subire una episiotomia non necessaria, costringere la donna a partorire sdraiata con le gambe sulle staffe, esporre la donna nuda di fronte ad una molteplicità di soggetti, separare la madre dal bambino senza una ragione medica, non coinvolgere la donna nei processi decisionali che riguardano il proprio corpo e il proprio parto, umiliare verbalmente la donna prima, durante e dopo il parto. Sulla base di queste informazioni, Lei ritiene di avere vissuto l’esperienza di violenza ostetrica durante l’assistenza al suo parto?”.

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Episiotomia “a tradimento” (senza consenso informato) per 1,6 milioni di partorienti, pratica che l’OMS definisce “dannosa, tranne in rari casi”.

Il parto cesareo, una pratica di routine e non tutta d’urgenza. Il  14% dei casi, rivela l’indagine, si è trattato di un cesareo programmato su indicazione del medico.

Casi in cui la trascuratezza a messo in pericolo la vita del neonato e della madre. Le inappropriatezze denunciate attraverso la ricerca sono molteplici. Il 27% delle madri lamenta una carenza di sostegno e di informazioni sull’avvio dell’allattamento e il 19% la mancanza di riservatezza in varie fasi e momenti della loro permanenza nell’ospedale. Inoltre, il 12% delle donne afferma che gli è stata negata la possibilità di avere vicino una persona di fiducia durante il travaglio; al 13% non è stata concessa un’adeguata terapia per il dolore.

Il trauma del primo parto che spinge il 6% di madri italiane a non volere altri figli, e dunque la stima di 20.000 bambini non nati in un anno. Una conseguenza sulla natalità di cui fino ad oggi non era emersa alcuna correlazione.

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Avvocata Alessandra Battisti, Co-Fondatrice dell’Osservatorio Nazionale d’Italia contro la Violenza Ostetrica_ Paola (CS), marzo 2019- Associazione Artemisia Gentileschi

Grazie all’indagine Doxa “Le donne e il parto”, sono stati analizzati i diversi aspetti e momenti vissuti dalle madri durante le fasi del travaglio e del parto: dal rapporto con gli operatori sanitari alla tipologia di trattamenti praticati, dalla comunicazione usata dallo staff medico al consenso informato, dal ruolo della partoriente nelle decisioni sul parto al rispetto della dignità personale.

 

Paola (CS), Marzo 2019

Centro Laboratoriale 7Canali “A.Eboli”

#noisiamoartemisia

#NoiSiamoArtemisia

Una due-giorni intensa e ricca di contenuti.
Daremo un seguito all’attività di sensibilizzazione sul tema della violenza ostetrica, avendo registrato il pieno sostegno dell’Avv. Alessandra Battisti la quale ci ha offerto il supporto organizzativo e contenutistico dell’Osservatorio Nazionale sulla Violenza Ostetrica.
Siamo stati fieri, inoltre, di essere stati primi promotori di un momento di democrazia e di partecipazione nel nostro paese, relativo al sit-in “Noi non abbiamo paura”, e per il quale ringraziamo Paolab, CortoCircuiti, ANPI e Cambia Paola per il sano percorso condiviso, il giornalista Guido Scarpino per la partecipazione e il Vice-Sindaco della Città di Paola, Tonino Cassano, per la presenza istituzionale e per il meraviglioso intervento.

1° Appuntamento – “Sfumature Femministe”

La sala parto non deve essere una “terra di nessuno”.
È necessario che le donne mantengano la consapevolezza dell’inviolabilità del proprio corpo e della propria sfera morale anche in un momento così particolare come quello del parto.
Parimenti, il personale impiegato deve avere particolare sensibilità e preparazione in ordine all’importanza della sfera di dignità (fisica e morale) della donna e del consenso informato.
Tutto ciò che esula da questi concetti, è violenza.

L’Associazione Artemisia Gentileschi presenta il 1°appuntamento della serie “SFUMATURE FEMMINISTE;
Tre i temi cardine che verranno affrontati e sul quale si aprirà un canale di riflessione, di auto-introspezione e conoscenza.
L’intenzione è sostituire alle false credenze popolari la purezza della verità, e a ciò a cui spesso non riusciamo a dare una definizione daremo un NOME.
Ospite di questo primo incontro è l’avvocata Alessandra Battisti, Co-fondatrice dell’Osservatorio Nazionale sulla Violenza Ostetrica.

Vi aspettiamo sabato 23 Marzo, alle ore 18.00 al Centro Laboratoriale 7 Canali “A.Eboli” – SALA CORTO CIRCUTI – Paola

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